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-------------------- Notizie da Abkhazia --------------------


 
 Medvedev: nessun dietrofront sull’indipendenza dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud.

 

Il presidente russo Medvedev ha dichiarato che la Russia non modificherà mai la decisione di riconoscere l’indipendenza dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud.

 

A un anno dalla decisione russa di riconoscere le due regioni il presidente Medvedev è intervenuto per ribadire la posizione russa. Durate una visita alla capitale mongola di Ulan Bator Medveded ha infatti affermato che la decisione presa è irreversibile.

 

Il Cremlino aveva riconosciuto l’indipendenza dell’Abkhazia e dell’Ossezia il 26 agosto del 2008, dopo che le forze russe avevano respinto un tentativo della Georgia di rimpossessarsi dell’Ossezia del sud. La Georgia ha definito il riconoscimento russo delle due regioni come Stati indipendenti una confisca del proprio territorio sovrano.

 

26.08.2009  ilsussidiario.net

 

 Esplosioni in Abkhazia, indagine per terrorismo

 

La polizia locale ha aperto un'indagine per terrorismo sulle due esplosioni che si sono verificate ieri, in coincidenza con la visita del premier Vladimir Putin, nella repubblica dell'Abkhazia, una delle quali ha causato la morte di due persone e il ferimento di un'intera famiglia nella cittadina di villeggiatura di Gagra. Nel primo episodio, trapelato solo ieri sera, l'esplosione di un contenitore di rifiuti vicino alla sede di una azienda commerciale ha ucciso Liudimila Surina, 52 anni, e Dmitri Metreveli (25), mentre una coppia con un bambino è rimasta ferita dalle schegge dell'ordigno. Altre quattro persone sono state curate in ospedale. Una seconda esplosione ha avuto luogo ieri sera a un centinaio di metri da un ristorante di Sukhum, l'Elbrus, dove si trovavano giornalisti e membri della delegazione russa in visita con il premier Putin, che però era già partito da un paio d'ore. L'ordigno non ha causato feriti.

 

13.08.2009  L'UNIONE SARDA

 

 Putin sfida la Georgia e vola in Abkhazia: «Pronti a difendervi»

 

L’ultima volta ci era stato in tempi sovietici in una brigata di studenti lavoratori, quando l’Abkhazia era una popolare destinazione vacanziera: per il suo ritorno il premier russo Vladimir Putin ha scelto la data del primo anniversario del cessate il fuoco che il 12 agosto scorso pose fine alla guerra lampo con Tbilisi per l’Ossezia del sud, suscitando con la sua visita a sorpresa la «vive proteste» della Georgia.

 

Ma Putin, come Medvedev, ha preferito la sfida, coerentemente con il riconoscimento di Abkhazia e Ossezia del sud della Russia, unico Paese al mondo ad averlo fatto insieme al Nicaragua. Giunto in elicottero da Soci a Sukhum, il premier russo ha iniziato la sua visita deponendo una corona di fiori al monumento dedicato alle vittime della sanguinosa guerra del 1992-1993 tra l’Abkhazia e la Georgia. «Putin è il nostro angelo custode», ha intonato un gruppo di madri che hanno perso i loro figli in quel conflitto. Il capo del governo russo ha fatto tappa quindi in una clinica ostetrica, dove due minuti prima del suo arrivo una giovane del luogo ha dato alla luce due gemelli, subito battezzati Vladimir e Dmitri in onore suo e del presidente. Lungo le vie della “capitale” grandi cartelloni filo russi: «Russia e Abkhazia: insieme per sempre».

 

E Putin, accolto come un salvatore, non ha deluso le aspettative, promettendo aiuti militari per un totale di 15-16 miliardi di rubli (circa 328 milioni di euro) e sostegni al bilancio per 2,5 miliardi di rubli (circa 54 mila euro). Il premier russo non ha escluso, con l’attuale dirigenza georgiana, un nuovo intervento militare di Tbilisi nelle due repubbliche Abkhazia e Ossezia del sud ma lo ritiene «molto più difficile», dopo la lezione impartita lo scorso agosto e l’invio di 7200 uomini equamente ripartiti tra Abkhazia e Ossezia del sud. Non è stato comunque escluso un sostegno militare, «se necessario».

 

Putin ha però anche auspicato che Sukhum cominci a camminare con le proprie gambe, almeno economicamente, ad esempio sfruttando le proprie risorse turistiche, come accadeva ai tempi dell’Urss. L’esigua dimensione del territorio non è un problema, a suo avviso: «Ci sono Paesi in Europa molto più piccoli e prosperano», ha ricordato, citando il principato di Monaco e San Marino.

 

13.08.2009  il Giornale

 

 Medvedev scrive a Sarkozy - Leader russo a comunita' internazionale 'niente armi a Tbilisi'

 

Mosca, 'La comunita' internazionale non puo' ignorare l'esistenza indipendente di Abkhazia e Ossezia del sud'. Lo scrive Medvedev a Sarkozy. In occasione del primo anniversario della guerra russo-georgiana, il presidente russo sottolinea il 'grande contributo' dato dal suo omologo francese un anno fa, come presidente di turno dell'Ue, negli sforzi di soluzione del conflitto in Ossezia del sud. Medvedev afferma inoltre la necessita' 'per tutti i paesi di astenersi dal fornire alla Georgia armi'.

 

08.08.2009  ANSATskhinval
 

 Un anno fa la guerra in Ossezia

 I timori di Mosca «La Georgia soffia sul fuoco»

 

Siamo agli stessi livelli dello scorso anno». Alla vigilia dell'anniversario del conflitto in Ossezia, la Russia nutre molto timori. Li confessa l'incaricato d''Affari dell'amabsciata di Mosca a Roma, Andrey Maslov.

 

«In meno di 20 anni la Georgia ha avuto cinque guerre contro le sue stesse minoranze e questa politica aggressiva ha portato al conflitto di un anno fa - spiega il diplomatico russo - Oggi vediamo che il regime del presidente Mikheil Saakashvili non ha rinunciato a piani di rivincita, a progetti per riportare l'Ossezia del Sud e l'Abkhazia sotto il controllo di Tbilisi. In questi giorni ci sono state numerose provocazioni, colpi di mortaio e granate anche contro il capoluogo Tskhinval. Proprio come un anno fa, prima della guerra. Siamo molto, molto, molto preoccupati».

 

Ma il funzionario russo mette in chiaro alcuni atteggiamenti dell'Ue poco graditi da Mosca.

 

«Gli osservatori Ue dispiegati lungo il confine ossetino-georgiano sono da una parte fattore di stabilità, che apprezziamo. Ma l'Ue esprime grave preoccupazione per lo scoppio del conflitto, ma non si dice mai chi lo fece scoppiare. Non solo. Poi nel documento approvato dall'Ue si parla di ripristino dell'integrità territoriale in Georgia ma è la Georgia che ha distrutto la propria integrità territoriale. Questi sono elementi politici e ideologici che non possiamo condividere».

 

La Russia teme un altro conflitto?

 

«La Russia non è parte del conflitto. Noi abbiamo un rapporto di amicizia e cooperazione con Ossezia e Abkhazia. La Georgia vuole una nuova guerra continua ad armarsi. Conosciamo i suoi fornitori: Stati Uniti ma anche Francia e Israele. Stanno giocando con il fuoco».

 

Mosca sarebbe disposta ad accettare nuovi osservatori Usa come chiede Tbilisi?

 

«Sarebbero una pericolosa complicazione. I georgiani sono bravi a organizzare provocazioni e vorrebbero farlo con militari russi e americani. Non credo che gli Stati Uniti siano disponibili».

 

La questione georgiana è entrata nei colloqui tra Obama e Medvedev?

 

«La visita del presidente Obama a Mosca ha confermato che il problema del Caucaso non è più un ostacolo per lo sviluppo dei rapporti bilaterali tra Usa e Russia, e più in generale tra la Russia e l'Occidente. I problemi da discutere assieme sono tanti, e tanto grandi. Non c'è motivo di trasformare una questione regionale in ostacolo globale».

 

08.08.2009  IL TEMPO

 

Georgia-Russia, Medvedev: tutelare l'indipendenza di Ossezia e Abkazia

 

A un anno dalla guerra il Cremlino chiede di non fornire armi a Tbilisi. Il Consiglio d'Europa: abbassare i toni

 

Mosca, Non deve esserci nessun ripensamento sull'indipendenza dell'Abkhazia e l'Ossezia del sud, nate dall'attacco armato della Georgia. L'attività di questo paese giustifica l'invio di militari da Mosca. La comunità internazionale, prime fra tutte Usa e Ucraina, deve astenersi dal fornire armi e equipaggiamento militare alla Georgia, allo scopo di non destabilizzare ulteriormente la situazione nel Caucaso.

 

E' il messaggio del presidente russo Dmitri Medvedev inviato al presidente francese, Nicolas Sarkozy, in occasione del primo anniversario dell'inizio della guerra russo-georgiana.

 

La tensione tra Georgia e Russia è aumentata con l'avvicinarsi dell'anniversario. Accuse reciproche tra i due paesi. Secondo Mosca, Tbilisi intensifica la presenza dell'esercito ai confini con Ossezia del sud e Abkazia. Motivo per cui ha annunciato che intende aumentare il numero di militari dislocati delle due repubbliche indipendenti dagli attuali 1800 a 3000 entro la fine dell'anno. Tbilisi afferma che la Russia vuole in realtà rovesciare il governo.

 

Il Cremlino sottolinea il «grande contributo» dato dal presidente Sarkozy un anno fa, in qualità di presidente di turno dell'Unione europea, negli sforzi di soluzione del conflitto in Ossezia del sud.

 

Servono accordi per impegnare la Georgia a non attaccare. «Di fatto - dice il presidente - gli accordi del 12 agosto e del'8 settembre 2008 restano l'unico codice di comportamento in quella regione del Caucaso». Al tempo stesso tuttavia, osserva il presidente russo, «ci dispiace il fatto che non si sia riusciti a concordare i termini della prosecuzione dell'attività delle missioni dell'Osce e dell'Onu nella regione». A questo riguardo il leader del Cremlino auspica una «rapida conclusione di accordi sull'impegno a non fare uso della forza fra Georgia, Ossezia del sud e Abkhazia». Tali documenti dovranno contenere precise garanzie di sicurezza per i popoli di Ossezia del sud e Abkhazia.

 

Punire i responsabili georgiani. Medvedev, si è detto convinto che prima o poi la dirigenza georgiana responsabile dell'attacco di un anno fa all'Ossezia del sud sarà severamente punita. «A tempo opportuno una dura punizione colpirà coloro che diedero gli ordini criminali», ha detto Medvedev.

 

Consiglio d'Europa: abbassare il toni. Terry Davis, il Segretario Generale del Consiglio d'Europa richiama le autorità russe e georgiane ad abbassare i toni e a ricordare le vittime e le distruzioni causate dal conflitto. «Entrambi i paesi stanno marcando questo primo anniversario del conflitto ricorrendo alla retorica e innalzando la tensione. Questo è ciò che ha dato inizio al conflitto un anno fa», dichiara Davis in una nota. Davis richiama anche l'attenzione della comunità internazionale alle migliaia di persone forzate a lasciare la propria casa e che ancora non vi hanno potuto fare ritorno. Il loro diritto al ritorno, dice il Segretario Generale, deve essere garantito.

 

Cerimonie si sono svolte in mattinata a Mosca nella cattedrale di Cristo Salvatore. La notte scorsa davanti alla cattedrale di Cristo Salvatore alcune migliaia di persone avevano partecipato a una veglia silenziosa, con ceri e candele, in memoria delle vittime del conflitto.

 

La guerra un anno fa. Alle 23.35 del 7 agosto 2008 i georgiani avevano sferrato l'attacco armato contro Tskhinval, la capitale dell'Ossezia del sud. I russi erano intervenuti militarmente contro la Georgia l'8 agosto.

 

08.08.2009  Il Messaggero

 

 EST - Georgia, Lavrov: Tblisi tenta di trascinare Usa nello scontro

 

Roma, 5 ago (Velino) - "La presenza degli osservatori Ue sui territori georgiani confinanti con l’Ossezia del sud e l’Abkhazia è un importante fattore di stabilizzazione e sosteniamo la loro presenza”, ma la richiesta avanzata da Tbilisi a Washington di far parte della missione è “assolutamente chiara", "vogliono trascinare gli americani in Georgia e metterli contro le truppe russe”. Parola del ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, che davanti alle telecamere dell’emittente televisiva Vesti-24, ha aggiunto: “I campioni georgiani della provocazione tenteranno di fare il loro lavoro consueto, i rischi che ne derivano sono chiari, Europa e Stati Uniti lo capiscono”. Dichiarazioni che certamente non contribuiscono alla normalizzazione dei rapporti con il governo georgiano, a ormai un anno dalla guerra che lo scorso agosto portò all’indipendenza delle due regioni Abkhazia e Ossezia del sud, riconosciute solo da Mosca e dal Nicaragua. Al termine della guerra, grazie alla mediazione del presidente francese Nicolas Sarkozy, si decise di inviare una missione di osservatori dell’Ue. Lavrov non ha risparmiato attacchi nemmeno al presidente georgiano Mikhail Saakashvili, definito “un aggressore” che non avrebbe “il diritto morale” a governare il suo Paese.

 

Con il suo intervento, Lavrov ha invece voluto lanciare un nuovo messaggio distensivo verso gli Stati Uniti, con cui si dialoga per un “reset” delle relazioni, in passato piuttosto tese. E la questione georgiana è stata spesso fonte di tensione tra i due Paesi. “Gli ultimi contatti con i nostri partner occidentali – sostiene infatti Lavrov - mostrano effettivamente che sulla Georgia le posizioni sono differenti, ma questo avviene senza enfasi e in una maniera che io definirei normale. La questione georgiana non condiziona più lo sviluppo dei nostri rapporti”.

 

05.08.2009  il VELINO

 

 Georgia: Spari in Ossezia del Sud, Mosca minaccia uso forza militare

 

Mosca, (Adnkronos) - A pochi giorni dall'anniversario della guerra tra la Russia e la Georgia, torna a elevarsi la tensione fra i due Paesi. Il ministero della Difesa di Mosca si e' detto preoccupato per una serie di spari a Tskhinval, in Ossezia del Sud, e nei sobborghi e ha minacciato il ricorso alla forza militare per difendere l'indipendenza della piccola repubblica, riconosciuta unilateralmente dalla Russia lo scorso anno.

 

"Gli eventi dell'agosto del 2008 si svilupparono in uno scenario simile, con la Georgia che condusse un'aggressione militare contro l'Ossezia del Sud e attacco' il contigente di peacekeeper russi", ha ricordato in una nota il ministero della Difesa russo, denunciando lo sparo di alcuni colpi di mortaio contro il territorio dell'Ossezia del sud nei giorni scorsi.

 

"Queste azioni causano serie preoccupazioni nel ministero della Difesa russo - continua il comunicato, citato dall'agenzia di stampa Ria Novosti - Nel caso di ulteriori provocazioni che minaccino la popolazione della repubblica e il contingente militare russo dispiegato in Ossezia del Sud, il ministero si riserva il diritto di usare tutti i mezzi e le forze a sua disposizioni per difendere i cittadini dell'Ossezia del Sud e i militari russi".

 

La guerra dello scorso anno tra Russia e Georgia duro' cinque giorni, dall'8 al 13 agosto, e si concluse con la mediazione della presidenza di turno francese dell'Unione Europea. Un paio di settimane dopo, Mosca riconobbe l'indipendenza di Ossezia del Sud e Abkhazia, una mossa contestata dalla comunita' internazionale, che chiedeva il rispetto dell'integrita' territoriale georgiana.

 

01.08.2009  Libero-news.it