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Ossezia del sud e
Abkhazia faranno manovre congiunte |
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Ossezia del sud e Abkhazia, le due
repubbliche al centro del conflitto armato della scorsa estate tra Mosca
e Tbilisi, intendono adottare misure adeguate in risposta alle
annunciate esercitazioni della Nato in Georgia, comprese loro manovre
congiunte.
"Ora i Paesi dell'Occidente appoggiano la
Georgia, faranno delle manovre, ma a tali manovre vi sarà una risposta,
anche noi faremo delle esercitazioni, sia in Abkhazia sia in Ossezia del
sud. Se ciò potrà dare un contributo alla stabilità, allora faremo delle
manovre", ha detto oggi il presidente abkhazo Serghiei Bagapsh citato
dall'agenzia "Interfax". Bagapsh ha aggiunto che l'Abkhazia intende
costituire un proprio esercito di 10-15 mila effettivi, e ha annunciato
che il suo Paese definirà una normale frontiera statale con la Georgia.
Questo, ha precisato, "per combattere il contrabbando, il terrorismo e
tutto quello che ci ha accompagnato negli ultimi 15-17 anni".
17.04.2009
l'Occidentale
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Georgia, la Nato
annuncia esercitazioni militari, la Russia reagisce |
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Il presidente russo Medeved: «In caso di
necessità prenderemo le decisioni del caso».
La guerra
della scorsa estate in Georgia, la decisione del governo di Tiblisi di
entrare nella Nato, le proteste dei giorni passati per chiedere le
dimissioni del presidente georgiano, dimostrano come la situazione nel
Paese resti tesa e ai limiti della stabilità.
Georgia, terra di conflitti e violenza,
ancora al centro delle dispute tra oriente e occidente è teatro degli
interessi strategici che vedono contrapporsi Russia e Stati Uniti. La
Nato ha infatti annunciato di voler tenere esercitazioni militari in
Georgia dal 6 maggio al primo giugno prossimi, scatenando l'immediata
reazione del gigante russo.
Il presidente russo Dmitri Medvedev ha
affermato al termine di un colloquio con il collega azero Ilham Aliev
che questa decisione della Nato è «miope e contro la partnership». Ha
sottolineato che la Russia intende seguire attentamente tali manovre, e
«in caso di necessità prenderà le decisioni del caso». «Sono sicuro - ha
aggiunto il leader del Cremlino - che tali manovre non trasmetteranno
emozioni positive ai popoli dell'Ossezia del sud e dell'Abkhazia, dal
momento che simili azioni sono dirette chiaramente a dare una
dimostrazione militare, a mostrare i muscoli. In una situazione di
tensione, tale decisione appare miope e contro i rapporti di partership.
Quando un blocco militare tiene esercitazioni in una zona dove fino a
poco tempo fa vigeva tensione, ciò minaccia complicazioni», ha osservato
Medvedev, secondo il quale - in termini di pericolosità - «è come
organizzare manovre in Medioriente o vicino ai confini della Corea del
nord».
L'annuncio statunitense ha suscitato le
reazioni delle due repubbliche Ossezia del sud e Abkhazia: «Ora i Paesi
dell'Occidente appoggiano la Georgia. Tali manovre susciteranno
sicuramente una risposta dal momento che anche noi faremo delle
esercitazioni, sia in Abkhazia sia in Ossezia del sud. Ciò servirà
soltanto per il mantenimento della stabilità» ha detto oggi il
presidente abkhazo Serghiei Bagapsh citato dall'agenzia "Interfax".
Bagapsh ha poi spiegato che «l'Abkhazia intende costituire un proprio
esercito di 10-15 mila effettivi, e ha annunciato che il suo Paese
definirà una normale frontiera statale con la Georgia. Questo per
combattere il contrabbando, il terrorismo e tutto quello che ci ha
accompagnato negli ultimi 15-17 anni».
Intanto dalla scorsa settimana proseguono
le manifestazioni di protesta in Georgia. Centomila persone erano scese
in piazza per chiedere le dimissioni del presidente Saakashvili che
aveva però annunciato di voler rimanere fino alla fine del suo mandato,
ovvero fino al 2013. Sono tanti i motivi per cui Saakashvili è nel
mirino dei suoi oppositori, molti dei quali sono suoi ex alleati. La
guerra di agosto contro la Russia per l'Ossezia del sud, che ha portato
una sconfitta militare, il riconoscimento da parte di Mosca delle due
repubbliche l'Abkhazia oltre all'Ossezia meridionale e pesanti danni in
termini di vite umane e in termini economici, è uno dei principali. La
Georgia, con la sua richiesta di entrare nella Nato e di essere
integrata nell'Unione europea, rappresenta un grave problema strategico
per la Russia e per questo paga le sue ambizioni con l'instabilità
politica e con i continui interventi nei territori.
17.04.2009
Agenzia Multimediale Italiana
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Russia
chiede rinvio esercitazioni NATO |
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Bruxelles,
Mosca chiedera' il rinvio delle esercitazioni Nato in Georgia previste
per l'inizio del prossimo mese. A renderlo noto un portavoce russo
presso l'Alleanza atlantica.
La Russia ritiene che le
esercitazioni programmate ''possano solamente complicare la situazione
in una regione non semplice'', ha spiegato il portavoce riferendosi alle
tensioni relative all'Abkhazia e all'Ossezia del Sud e alle proteste in
corso a Tbilisi contro il presidente georgiano Mikheil Saakashvili.
''Invieremo una lettera alla Nato
proponendo il rinvio delle esercitazioni militari dell'Alleanza in
Georgia, almeno per il tempo necessario'', ha aggiunto. Precedentemente
la Nato aveva annunciato che avrebbe condotto delle esercitazioni dal 6
maggio al 1 giugno per migliorare la cooperazione tra l'Alleanza e i
Paesi partner.
16.04.2009
ASCA-AFP
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Georgia/ Mosca:
da crisi Caucaso Tbilisi non ha imparato lezione |
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Avvertimento a Usa su "comportamento
provocatorio" Saakashvili
Mosca,
(Apcom-Nuova Europa) - Mosca ritiene la Georgia "non ha imparato la
lezione" dalla crisi del Caucaso dello scorso agosto e le dichiarazioni
del presidente georgiano Mikhail Saakashvili su piani per dislocare
potenziale militare lo dimostra. "Tali dichiarazioni rilasciate da
Saakashvili" riflettono per la Russia un "comportamento militare
provocatorio nelle zone adiacenti ad Abkhazia e Ossezia del Sud" e sono
destinate "solo a confermare l'ovvio: a Tbilisi non ha imparato le
lezioni da eventi dello scorso anno, nel Caucaso e, a quanto pare, cova
piani di vendetta". Lo ha detto in una conferenza stampa a Mosca, di
fronte alla stampa internazionale, il portavoce del Ministero degli
Affari Esteri Andrei Nesterenko. Il diplomatico ha sottolineato che le
spinte straniere su Tbilisi per il ripristino delle capacità militari
non possono essere considerato come qualcosa di diverso dalla promozione
di un aggressore. Mentre la "tragica esperienza" del Caucaso "ha
dimostrato incontrovertibilmente che fornire le armi nelle mani
dell'attuale leadership georgiana è pericoloso per i popoli vicini, per
l'intera regione e per la Georgia". A questo proposito, Nesterenko ha
espresso la speranza che "Stati Uniti, Ucraina e altri paesi che si
ritengono responsabili player internazionali, tengano conto di ciò nella
loro politica". Di recente in visita in Georgia, il vice capo di Stato
maggiore Usa, il generale James Cartwright - ha ricordato il diplomatico
russo - ha detto che gli Stati Uniti sono pronti a promuovere
attivamente la Georgia nel processo di riforma delle sue forze armate.
Saakashvili ha promesso di aumentare la forza del suo esercito e
migliorare le proprie attrezzature tecniche.
02.04.2009
Wall Street Italia |
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