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Decima Assemblea
Generale 2010 "Sviluppare la Democrazia" |
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Decima Assemblea Generale 2010 "Sviluppare
la Democrazia"
Giovedì 27 Maggio, conferenza presso la Libreria del Senato, Piazza
Madama
Venerdì – Sabato 28-29 Maggio 2010
(Partito Radicale, Via di Torre Argentina 76)
Roma - L’Aia, 17 maggio 2010
La sessione sarà inaugurata dalla vice presidente
del Senato Emma Bonino, dal Presidente dell'UNPO Ledum Mittee, in
rappresentanza del popolo nigeriano degli Ogoni e dal Segretario
Generale dell'organizzazione Marino Busdachin. Nel corso dell'evento
sono anche previsti gli interventi di Marco Pannella, leader del Partito
Radicale Non Violento, di altri parlamentari e di Louisa Cohen Greve del
National Endowment for Democracy.
Sono previsti più di sessanta delegati provenienti
da almeno ventisette Membri dell'UNPO in rappresentanza di popoli
indigeni, minoranze, e territori non riconosciuti da tutto il mondo.
Scopo dell'incontro sarà anche definire le priorità, discutere le
Risoluzioni e rinnovare le cariche del Presidente e nonché i membri
della Presidenza dell’Organizzazione. Il tema principale “Sviluppare la
Democrazia” sarà al centro dell'incontro analizzato durante tutto il
corso dell’Assemblea, i delegati discuteranno come promuovere la loro
partecipazione presso strutture politiche e come migliorare le
infrastrutture democratiche inerenti alle loro stesse organizzazioni e
istituzioni.
I delegati dell'UNPO parteciperanno poi al
Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, previsto dal 28 al
30 maggio sempre a Roma.
Insieme all’Assemblea, si terranno inoltre una
serie di altri eventi tra cui una veglia con candele in Piazza Navona,
in cui i membri di UNPO produrranno un manifesto per la libertà di
religione (Venerdì 28 maggio) ed una serata culturale per celebrate
l’ampia varietà culturale dei membri (Sabato 29 maggio).
Per ulteriori informazioni contattare Matilda
Flemming,
mflemming@unpo.org
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For a copy of the Press Release in Italian please
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UNPO.org
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L'Ue sta rivedendo
la sua valutazione del conflitto caucasico del 2008 |
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Il Parlamento Europeo ha sostenuto le
conclusioni del Rapporto della Commissione Ue guidata da Heidi
Tagliavini, impegnata nell'accertamento delle circostanze del conflitto
intorno all'Ossezia del Sud nell'agosto del 2008.
È riconosciuto che la guerra
era stata scatenata dalla Georgia.
I politici europei ora giudicano in modo
più obiettivo il conflitto caucasico,- ritiene Vladimir Zakharov,
esperto del Centro di Studi Caucasici presso il MGIMO - Istituto di
Stato per le Relazioni Internazionali di Mosca:
Le
conclusioni a cui è giunta la Commissione hanno stupito anche il
Parlamento Europeo. I suoi membri hanno compreso che non tutto ciò che
dicono i rappresentanti georgiani è verità.
La conclusione principale che ha fatto la
Commissione è che l'aggressione contro l'Ossezia del Sud era stata
scatenata dal regime georgiano guidato da Mihkail Saakashvili.
L'invasione ha provocato numerose distruzioni, la morte di uomini -
innanzitutto nella capitale dell'Ossezia del Sud, l'apparizione di oltre
30 mila profughi. L'intervento della Russia ha posto fine allo
spargimento di sangue, ha impedito l'estensione delle ostilità alla
repubblica confinante - l'Abcasia e ha consentito di costringere la
Georgia alla pace.
Ora i sostenitori europei del regime
Saakashvili stanno facendo una revisione dei valori, evidentemente in
considerazione di un certo raffreddamento dei rapporti tra Washington e
Tbilisi.
Nelle strutture europee sta aumentando la
comprensione del fatto che l'isolamento dell'Ossezia del Sud e
dell'Abcasia che hanno proclamato la loro indipendenza statale, implica
il mantenimento della fonte di tensione nella regione. Il che, a sua
volta, è un indiretto riconoscimento, da parte dell'Europa, delle realtà
formatesi in Caucaso.
21.05.2010
La Voce della Russia
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A Mosca si è aperta
l'Ambasciata della Repubblica dell'Abcasia |
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A Mosca si è aperta l'Ambasciata della
Repubblica dell'Abcasia. Il capo del Dipartimento del Ministero degli
Esteri russo Alexandr Kelin ha dichiarato che l'inaugurazione della
Rappresentanza diplomatica dell'Abcasia è destinata a favorire il
potenziamento dei contatti reciproci tra la Russia e l'Abcasia, compreso
nell'arena internazionale. La Russia ha allacciato i rapporti
diplomatici con l'Abcasia e l'Ossezia del Sud dopo la neutralizzazione
dell'aggressione georgiana nel 2008.
18.05.2010
La Voce della Russia
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Ossezia Sud
ratifica accordo con Mosca su base militare - La Russia ha firmato un
trattato simile con l'Abkhazia |
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Mosca,
Il parlamento dell'Ossezia del Sud ha ratificato un accordo con la
Russia sulla cooperazione tecnico-militare e sulla creazione di una base
militare russa sul suo territorio. Tali accordi sono stati firmati
all'inizio di aprile a Mosca. In precedenza, la Russia ha firmato un
trattato simile con l'Abkhazia.
L'indipendenza dell'Ossezia del Sud e
dell'Abkhazia dalla Georgia è stata riconosciuta, dopo la guerra
dell'agosto 2008 solo da Mosca, dal Nicaragua e dal Venezuela.
05.05.2010
VIRGILIO NOTIZIE
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Geopolitica: i
tre epicentri della rivoluzione eurasiatica |
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L’ambasciatore russo presso la Nato
Dmitrij Rogozin (foto) nelle questioni atlantiche ha una sorta di sesto
senso: “secondo me – ha detto ieri - la Georgia non ha ancora delle
prospettive di adesione all’Alleanza, perché restano irrisolti i suoi
problemi con l’Abkhazia e l’Ossezia del Sud” e dunque “un Paese che non
ha delle frontiere definite ed è continuamente scosso da guerre civili
non può diventare un membro della Nato”.
L’ambasciatore fa riferimento al caso
delle due repubbliche che venti anni fa si sono dichiarate indipendenti
dal governo georgiano e che dal 2008 ad oggi sono state riconosciute da
Russia, Nicaragua, Venezuela e Nauru. Le stesse Abkhazia e Ossezia del
Sud sono però tuttora considerate “territori occupati” da Tbilisi prima
di tutto e da Bruxelles e Washington, che diligentemente, hanno promesso
all’alleato Saakashvili di aiutarlo per rimettere le cose a posto. Si
tratta di fare in modo che le due repubbliche, o “territori occupati”,
tornino sotto il controllo di Tbilisi. In pratica, ogni passo in questa
direzione aumenta le possibilità di un conflitto con la Russia: il
Cremlino ha promesso di fare la guardia alla sovranità territoriale
delle due repubbliche caucasiche, con tanto di accordi sottoscritti e
basi militari in costruzione.
Se poi effettivamente la Georgia dovesse
entrare nell’Alleanza, allora la tensione aumenterebbe pericolosamente.
A scongiurare la guerra sarebbe solo la consapevolezza degli
schieramenti contrapposti, che questa potrebbe essere mondiale.
A questo proposito, Rogozin ha accennato alle possibili dinamiche: “i
georgiani saranno sfruttati al massimo possibile affinché mandino i loro
soldati in Afghanistan. Saranno trattati come quell’animale al quale
viene messo davanti una carota. Tbilisi non può aderire alla Nato,
perché ne possa diventare membro, l’Alleanza dovrà sia riconoscere
l’indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud, sia accettare le vecchie
frontiere georgiane, quelle tracciate da Stalin. Un’eventualità
impensabile, dunque Tbilisi resterà partner dell’organizzazione, ma la
sua adesione non è per il prossimo futuro”.
Dal Caucaso all’Asia Centrale: altro
spazio dove Russia e interessi atlantici sono su fronti opposti. Un caso
atipico e, dopo il recente colpo di Stato, oggetto di attenzione è il
Kirghizistan: nell’ex repubblica sovietica convivono a poca distanza tra
loro i militari di Mosca e quelli di Washington, rispettivamente nelle
basi di Kant e di Manas. Un paradosso che potrebbe durare ancora per
poco. Fatte le elezioni politiche e presidenziali previste per il
prossimo autunno, Bishkek prenderà una decisione definitiva.
Intanto oggi il governo degli Stati Uniti
dovrebbe sbloccare 15 milioni di dollari che serviranno a pagare in
parte l’affitto della base aerea nordamericana. Per saldare il conto
Washington dovrà versare un totale di 60 milioni di dollari (tre volte
di più rispetto a quanto sborsato fino all’anno scorso), cifra che
dovuta ogni anno, salvo ingiunzione di sfratto. Anche qui la situazione
è in bilico.
Promette bene invece la cooperazione tra
Russia e Kazakhstan, rapporto consolidato nel tempo. Mosca e Astana
entro l’estate sigleranno un nuovo accordo per l’arricchimento
dell’uranio ad uso civile e c’è una novità: i Paesi che vorranno
sviluppare la loro industria nucleare, potranno accedere alle tecnologie
di arricchimento disponibili. Un invito ed una garanzia a Teheran ad
andare avanti con il suo programma.
04.05.2010
RINASCITA
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