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Caucaso: a passo
di panzer |
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La sicurezza prima di tutto: il capo del
governo dell’Abkhazia Sergej Shamba ha sottolineato ieri l’importanza
della presenza militare russa, garanzia di pace e stabilità nella
piccola repubblica caucasica.
“Ci sono basi militari straniere in molti
Paesi d’Europa – ha detto il premier - Ci sono delle basi nordamericane
in Germania, in Spagna, e nessuno parla di territori occupati. Le basi
russe si trovano in Abkhazia in conformità ad un accordo che abbiamo
concluso, il 17 febbraio 2010. E’ una decisione della nostra società,
del nostro Paese, è un nostro diritto”.
Per Shamba, già ministro degli Esteri
della repubblica che nel ‘92 si è dichiarata indipendente dalla Georgia,
sono due le priorità assolute: sicurezza e sviluppo economico. In quanto
alla prima, purtroppo non è ancora possibile abbassare la guardia, “da
Tbilisi continua a incombere la minaccia”. Certo è che con l’alleanza
stretta tra il governo di Sukhum e il Cremlino, la questione sicurezza
può dirsi sostanzialmente risolta. Ora è possibile concentrarsi sulla
crescita. Di questo in particolare sta discutendo con i colleghi russi
il leader abkhazo Sergej Bagapsh, che è a Mosca e vi resterà per tutta
la settimana.
Il Paese può inoltre contare sul sostegno
garantito anche da Caracas, che insieme a Russia, Nicaragua e Nauru, ha
riconosciuto la sovranità dell’Abkhazia. In particolare il leader
bolivariano Hugo Chávez ha promesso il suo impegno per promuovere il
processo di riconoscimento sia dell’Abkhazia, sia dell’Ossezia del Sud,
altra repubblica che ha scelto l’autodeterminazione. Sul fronte opposto
c’è il segretario di Stato Hillary Clinton, che con lo stesso vigore del
presidente venezuelano, ha promesso agli alleati nel Caucaso, all’amico
Saakashvili, di essere pronta a tutto per liberare i “territori occupati”
e restituirli al presunto legittimo proprietario: la Georgia.
A mettersi di traverso al processo di
indipendenza delle due repubbliche, corso ineluttabile delle cose, c’è
anche l’Unione europea. Di recente Tbilisi ha presentato a Bruxelles la
strategia georgiana per la reintegrazione pacifica di Abkhazia e Ossezia
del Sud. Compiacimento generale: “l’Ue saluta l’intenzione della Georgia
di risolvere il conflitto con mezzi pacifici e diplomatici”, ha risposto
la responsabile della diplomazia europea Catherine Ashton, che ha
ribadito il suo sostegno all’integrità territoriale georgiana.
A proposito dei mezzi pacifici e
diplomatici proclamati da Tbilisi: come dimenticare che nell’agosto del
2008 la Georgia ha scatenato una guerra? Sarà perché nel confronto
armato con Mosca è già uscita perdente che ora ci riprova camuffando le
sue perverse pulsioni con nobili parole: pace, diplomazia ecc.
24.03.2010 RINASCITA
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Georgia: rose
appassite, si cambia stagione |
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Dopo Nino Burzhanadze (nella foto con
Putin), ex presidente del Parlamento di Tbilisi, ex presidente
provvisorio della Georgia, ex compagna di lotta (Rivoluzione delle rose)
dell’attuale leader Mikhail Saakashvili, è volato ieri a Mosca un altro
dei capi dell’opposizione: l’ex primo ministro georgiano Zurab Nogajdeli,
che ora guida il Movimento per una Georgia giusta.
Saakashvili ha stigmatizzato queste visite
con poche battute: abbiamo sempre avuto qui delle persone che non amano
il proprio Paese, che provano odio per il proprio governo, per il popolo.
Ma si tratta comunque di eccezioni.
A giudicare dai fatti però risulta
difficile dirsi d’accordo. Nogajdeli è nella capitale russa per due
ragioni principali: promuovere il ritorno dei prodotti georgiani nel
mercato russo e ripristinare i voli diretti tra le due ex repubbliche
sovietiche. La crisi tra Mosca e Tbilisi e il conseguente blocco delle
merci georgiane ha provocato un danno non trascurabile all’economia
della repubblica caucasica. Lo stop ai voli diretti ha creato disagi
notevoli alle comunità di russi o georgiani residenti all’estero, in
Russia o in Georgia. Evidentemente Saakashvili ha un concetto tutto suo
di patriottismo.
In ogni caso questo non è il primo viaggio
dell’anno. L’ex premier è stato già a Mosca circa un mese fa. In
quell’occasione Nogajdeli ha sottoscritto un accordo di cooperazione con
il partito di governo Russia Unita.
Questi due personaggi stanno da tempo
cercando di trovare un modus vivendi con il Cremlino, promuovendo la
ripresa del dialogo e della cooperazione, senza neanche accennare alla
questione di quelli che in molti a Tbilisi e altrove chiamano “territori
occupati”, l’Abkhazia e l’Ossezia del Sud. Loro, Burzhanadze e Nogajdeli,
hanno compreso e accettato l’indipendenza delle due repubbliche, e ora
guardano avanti. Per questo sono stati severamente criticati in Georgia,
dove il governo e parte dell’opposizione li accusano di aver tradito la
patria.
A Mosca questi tentativi per restaurare il
buon vicinato sono apprezzati. “Siamo pronti ad avviare delle relazioni
con tutte le forze politiche”, ha assicurato il capo del governo russo
Vladimir Putin in occasione dei colloqui con la Burzhanadze la scorsa
settimana.
A questo punto restano Saakashvili e il
suo regime, come una parte non trascurabile dell’opposizione chiama
l’attuale amministrazione georgiana, ad ostacolare il cammino per
tornare alla normalità.
La situazione attuale ricorda quella del
2003. L’insofferenza crescente per Saakashvili è in molti aspetti simile
a quella di allora per Shevardnadze. Aspettiamo la rivoluzione, e che si
ispiri ad un fiore magari meno bello, ma senza spine.
09.03.2010
RINASCITA
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E' morto a Mosca
Ardzinba, primo presidente dell'Abkhazia |
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Mosca,
E' morto a Mosca Vladislav Ardzinba, primo presidente della repubblica
di Abkhazia, riconosciuta come indipendente dalla Russia, ma non dalla
Georgia. Aveva 65 anni. La notizia del decesso, riferisce Interfax,
arriva dalla moglie dell'ex leader abkhazo, Svetlana. Figura controversa,
criticato per le maniere autoritarie, ma molto popolare tra gli abkhazi
negli anni in cui la regione georgiana divenne de facto indipendente,
Ardzinba arrivò al potere nel 1994, dopo la guerra in Abkhazia . Vi
restò sino al 2005, malgrado seri problemi di salute negli ultimi anni,
accompagnati da inviti a farsi da parte. Nel 2005 gli è succeduto Sergey
Bagapsh, l'attuale presidente dell'Abkhazia.
04.03.2010
Apcom-Nuova Europa
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